Visualizzazione post con etichetta rifiuti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rifiuti. Mostra tutti i post

mercoledì 22 novembre 2017

DISCARICA SCARICATA?

Uno spettro si aggira per la Terra di Bari: la discarica Martucci. Come il territorio sul quale è insediata ha natura carsica, e spesso scompare alla vista inabissandosi negli stessi anfratti in cui percolano i suoi liquami.
Lo splendido video linkato condensa in 6 minuti i fatti salienti degli ultimi 4 anni della vicenda della discarica, da seguire dal primo all'ultimo secondo, giusto per NON rimuovere questo enorme problema che grava su Mola e che le varie amministrazioni, di destra e di sinistra, sembrano aver scaricato.

Pur essendo la discarica quasi del tutto in territorio di Conversano, le responsabilità delle amministrazioni molesi degli ultimi decenni -di destra o di sinistra, nessuna esclusa- hanno pesanti responsabilità politiche:

- intanto perchè i danni maggiori ricadono nel territorio molese per il percolato che finisce nella falda acquifera che scorre da Conversano verso Cozze
- con in più la beffa che tributi e ristoro ambientale vanno per intero a Conversano e a Mola restano solo i danni ambientali
- scelta di un perito di parte civile che si è rivelato più un difensore della proprietà della discarica che un difensore dei Comuni coinvolti
- nel mentre si costituisce parte civile con richieste di risarcimento milionarie, il Comune di Mola continua a pagare canoni salatissimi alla proprietà della discarica, prima assegnando il bando di gara per la gestione dei rifiuti alla Lombardi Srl, unico partecipante all'appalto, e poi trasferendo senza batter ciglio il contratto esistente alla ditta subentrante dopo il fallimento della suddetta, in realtà trasferendola ad un altro ramo dello stesso gruppo Lombardi
- non aver sostenuto in alcun modo i tanti cittadini che si sono mobilitati, sia come associati che come singoli, contro i veleni che la discarica continua ad emettere.
Sappiamo che è un problema estremamente complesso e che la discarica gode di protezioni ad alto ed altissimo livello. Ma non scaricare il problema della discarica sarà un nostro preciso impegno della nostra futura azione amministrativa. Dateci le leve per poterlo fare.


lunedì 1 settembre 2014

COZZE, UN'ESTATE TRA I RIFIUTI


A Cozze, agli inizi di luglio, sono stati tolti i cassonetti dei rifiuti per dare finalmente inizio alla raccolta differenziata, necessaria per risolvere i problemi ecologici e di difesa ambientale. Invece vedere buste, pattumiere, rifiuti di ogni tipo abbandonati in strada o in spiaggia ad ogni ora e pedalare sulla trasandata pista ciclabile respirando il cattivo odore proveniente dai rifiuti abbandonati da giorni sotto il sole, è diventato normalità. Cosa avrà pensato il turista amante del mare o della cultura, tornerà? O cosa avrà pensato il papà Molese che porta i suoi bimbi in bici al mare? Una situazione vergognosa frutto non solo dell’inciviltà e della maleducazione di alcuni ma anche dell’incapacità e dell’inefficienza dei nostri amministratori. L’ambiente e la salute stuprati dall’inciviltà e dall’inefficienza di pochi. Era così difficile organizzare una "seria" informazione e formazione? E’ così difficile organizzare dei semplicissimi controlli per scoprire non solo gli incivili ma anche coloro che non pagano la tassa dei rifiuti? E’ una scelta politica quella di rimanere inerti al degrado imperante nel paese?
Cozze, San Materno, dal poter essere fiore all’occhiello di una Mola con vocazione turistica sono diventate zone di degrado, specchio dell’attuale classe dirigente e segno di una direzione politica lontana dal rispetto delle regole.

Noi, ancor prima di essere attivisti del M5S, siamo semplici cittadini che amano il loro paese e che vorrebbero vederlo brillare come le stelle in cielo e soffrono nel vederlo così stuprato in ciò che avrebbe dovuto essere il suo punto di forza: il turismo, l’ambiente, la cultura.

Oggi, primo settembre, giornata della “custodia del creato” ricordiamo le parole di Papa Francesco per educare alla custodia di quel “giardino in cui Dio ha collocato l’uomo, fin dall’inizio,
perché lo custodisse e lo lavorasse”, per la salute dei nostri paesi e delle nostre città:

“Come esseri umani, non siamo meri beneficiari, ma custodi delle altre creature. Mediante la nostra realtà corporea, Dio ci ha tanto strettamente uniti al mondo che ci circonda che la desertificazione del suolo è come una malattia per ciascuno e possiamo lamentare l’estinzione di una specie come fosse una mutilazione! Non lasciamo che al nostro passaggio rimangano segni di distruzione e di morte che colpiscono la nostra vita e le future generazioni. Siamo infatti tutti chiamati a prenderci cura della fragilità del popolo e del mondo in cui viviamo” 
 
(Evangelii gaudium 215)

sabato 12 luglio 2014

ERRARE HUMANUM EST, PERSEVERARE AUTEM DIABOLICUM



Non tutti i cittadini Molesi sanno che a partire dal 2014 è attiva la nuova imposta unica comunale (IUC) fondata su due presupposti: possesso degli immobili (collegato al loro valore e natura) e fruizione dei servizi comunali.


Essa si compone di: – IMU di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali. – TARI tassa sui rifiuti, destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, a carico dell’utilizzatore di immobili. – TASI riferita ai servizi comunali, ovvero tributo per i servizi indivisibili, a carico del possessore e dell’utilizzatore di immobili.

L’Imu è l’imposta municipale già in vigore dal 2012, con alcuni piccoli ritocchi che hanno -tra gli altri- resa definitiva l’esenzione della prima casa. La Tari e la Tasi vanno a sostituire la Tares, abrogata dal 2014. Quindi se da un lato la Tari sostituisce la tariffa dei rifiuti insita nella Tares, la Tasi sostituisce la “maggiorazione statale” della Tares creata allo stesso scopo (servizi comunali indivisibili), per intenderci i famosi 0,30 cent/mq. Come regola generale fissata dalla legge, l’aliquota base della Tasi è pari all’1 per mille, calcolata sulla base imponibile IMU. Stara ai comuni decidere se alzarla ulteriormente o abbassarla fino ad azzerarla. Sostanzialmente con questa norma, Letta e Renzi hanno reintrodotto l’Imu (CAMUFFATA) sulla prima casa, per giunta peggiorando la norma, infatti il soggetto obbligato al pagamento è colui che possiede o detiene i locali o le aree. In buona sostanza sono oggetto di questo prelievo anche gli occupanti che vedranno, quindi, imputarsi il relativo tributo nella misura massima del 30% dello stesso.

Ad oggi non ci è dato sapere le intenzioni di questa amministrazione in merito alla TASI. Al tal proposito, ricordiamo che comuni come Assemini e Ragusa (comuni amministrati da sindaci a 5 stelle) hanno azzerato la TASI e quindi i cittadini non saranno chiamati a pagarla.

Ma veniamo alla TARI. Con delibera n°91/2014 (http://goo.gl/9wG7IZ) la Giunta Diperna ha deciso di sottoporre al Consiglio Comunale che il versamento TARI per l’anno 2014 sia effettuato in numero 3 rate, con SCADENZA nei mesi di – SETTEMBRE–NOVEMBRE 2014 e MARZO 2015. Il prelievo dovrà avvenire nei seguenti termini, le prime due rate dovranno essere di acconto e l’ultima di saldo/conguaglio.

Ma veniamo nel dettaglio, la delibera dispone che:

-1^ RATA “acconto”, scadenza 30 SETTEMBRE 2014 l’importo sarà pari al 45% di quanto dovuto applicando alle superfici occupate le tariffe vigenti al 31.12.2013 ai fini TARES, oltre il tributo provinciale;

-2^ RATA “acconto”, scadenza 30 NOVEMBRE 2014 l’importo sarà pari al 35% di quanto dovuto applicando alle superfici occupate le tariffe vigenti al 31.12.2013 ai fini TARES, oltre il tributo provinciale;

-3^ RATA “saldo/conguaglio”, scadenza 31 MARZO 2015 la rata di saldo/conguaglio sarà calcolata sulla base dell’importo annuo dovuto a titolo di TARI 2014, tenuto conto delle tariffe definitive stabilite con apposita delibera Comunale, dal quale saranno scomputati i pagamenti delle rate in acconto.

Quindi sostanzialmente il cittadino sarà chiamato a pagare entro la fine dell’anno l’ottanta per cento di quanto dovuto con la TARES. Questo ci preoccupa molto e dovrebbe preoccupare molto anche le imprese e in particolare quelle categorie che hanno avuto i maggiori aumenti rispetto alla TARSU.

Su questa decisione dell’amministrazione, quindi bisogna fare due osservazioni una di merito e l’altra di metodo.

MERITO: Nel momento in cui si decide di far pagare un importo pari al 80% (prime due rate Settembre e Novembre 2014) applicando le tariffe vigenti ai fini TARES, l’amministrazione sta lanciando un messaggio preciso. “Le tariffe TARI 2014 cambieranno poco rispetto a quelle della TARES 2013”. Infatti, facendo i conti della serva si deduce che un fruttivendolo dovrà pagare, a conti fatti, per un locale di 150 mq, un acconto (prime due rate) pari a 7118,4 € a fronte di 8898 pagati complessivamente con la TARES 2013 e a fronte di 2041 € pagati complessivamente con la TARSU 2012. Errare è umano, perseverare è diabolico.

METODO: L’amministrazione ha deciso di far pagare le prime due rate di acconto, in base alle tariffe deliberate per la Tares, nelle more dell’approvazione delle tariffe e della regolamentazione Tari, come consentito dalla legge. Ma per quale motivo si decide di operare in tal senso visto che l’approvazione delle tariffe TARI deve avvenire entro e non oltre il termine stabilito da norme statali per l’approvazione del bilancio di previsione, attualmente indicato al 31 luglio 2014? Perché non approvare entro quella data le tariffe TARI? Perché non sfruttare i pochi ma significativi margini di manovra che ci offre la normativa in materia TARI? Infatti la normativa dà la possibilità ai comuni di decidere in maniera molto più flessibile le tariffe (vedi comma 652 della legge 147/2013).

E come se l’amministrazione desse per scontato che il governo posticiperà ulteriormente il termine stabilito per l’approvazione del bilancio di previsione degli enti locali. E se tale situazione dovesse verificarsi non vediamo il motivo per cui si debba aspettare ancora. Tanti sono i comuni che hanno approvato il regolamento sulla IUC e le relative tariffe TARI con annesso e connesso bilancio di previsione, ma forse per una amministrazione che si è ridotta ad approvare nell’ultimo giorno utile il consuntivo, forse è chiedere troppo (sic.)

Siamo molto preoccupati per la situazione ormai intollerabile in cui versano i cittadini Molesi vessati ormai da tasse insostenibili. Speravamo che l’amministrazione cogliesse il nostro invito (fatto l’anno scorso) a far si che a partire da quest’anno si sperimentasse la tariffa puntuale. Caro Sindaco le nostre istanze arrivano sul vostro tavolo? Le legge? .. Non sarebbe male se ogni tanto, e dico ogni tanto ci rispondesse!

P.s. A tal proposito le vogliamo ricordare che in data 4 aprile abbiamo protocollato un’istanza (http://goo.gl/CXIt2E) avendo come oggetto “Introduzione della Tariffa Puntuale e di nuovi parametri per l’ottenimento di agevolazioni, riduzioni e esenzioni in merito alla TARI 2014.”