giovedì 19 febbraio 2015

MOLA DI BARI DIVISA IN DUE

Il traffico cittadino a Mola di Bari è già impazzito! 

La recente chiusura del passaggio a livello è stata programmata senza predisporre una contemporanea apertura di un' opera alternativa che garantisse la percorribilità sia pedonale che motorizzata, dividendo di fatto in due il paese.

Il gruppo "Mola 5 Stelle", ha tempestivamente denunciato i disagi dai cittadini Molesi; registrando e divulgando sui propri canali, un comunicato ed un video che mostra "la passeggiata" che gli abitanti sono costretti a fare per tornare nelle proprie residenze oltre "il muro" che divide Mola, specialmente di sera.

Percorrere la via S. Sabino per centinaia di metri, priva d' illuminazione, senza marciapiedi, isolata dal centro abitato e percorsa da automezzi ad alta velocità nei due sensi di marcia, per raggiungere il sottopassaggio ferroviario che consente ai viaggiatori l' attraversamento dal 1° al 2° binario è davvero un’impresa. In considerazione del fatto che la Rete Ferroviaria Italiana RFI costruirà un cavalcaferrovia da realizzare prima della fine 2016, e che il Comune di Mola di Bari, a proprie spese , dovrà realizzare un sottopasso ferroviario, ci si domanda per quanto tempo i cittadini dovranno continuare a subire una condizione cosi pericolosa e fortemente disagevole?

Grave è stato il mancato coordinamento tra RFI ed il Comune di Mola di Bari.

Se l'Amministrazione Comunale avesse pianificato adeguatamente i lavori con RFI, rendendo fruibile e operativo il sottopasso contestualmente alla chiusura del passaggio a livello, i disagi sarebbero stati resi più tollerabili.
La questione e' stata portata all’attenzione del Parlamento Italiano grazie all'interessamento del deputato 5 Stelle Diego De Lorenzis, segretario della Commissione Trasporti della Camera il quale ha presentato un' interrogazione parlamentare con cui si chiede se RFI abbia concordato gli interventi di propria competenza con le Amministrazioni Comunali coinvolte.
I 5 Stelle inoltre, chiedono al Ministro competente se intenda stanziare risorse economiche , o se non lo abbia già fatto, per consentire ai comuni interessati, tra cui Mola di Bari, di avviare opere urbanistiche atte a ridurre al minimo i disagi durante la realizzazione delle opere di ammodernamento che prevedono l' eliminazione di tutti i passaggi a livello ancora esistenti sulla linea ferroviaria Bari-Lecce.
Questo in pieno coordinamento con l' immediata partenza dei lavori da parte di RFI.
Attendiamo con attenzione le risposte del Governo Nazionale e dell'Amministrazione locale.

venerdì 6 febbraio 2015

M5S: LAVORIAMO PER IL PROGRAMMA

Il gruppo “Mola a Cinque Stelle” sta lavorando per partecipare alle prossime elezioni amministrative. Crede che la base essenziale per un Programma condiviso sia quello di coinvolgere direttamente i cittadini, che si sentiranno parte integrante del progetto. A partire da sabato mattina 7 Febbraio, gli attivisti organizzeranno gazebo informativi di quartiere in cui accoglieranno i cittadini e le loro proposte.

Prossimi appuntamenti:

-Sabato 14 e Domenica 15 Febbraio saremo presenti in Piazza XX Settembre.

-Sabato 21 Febbraio saremo presenti in Via Rutigliano angolo Via Canudo nei pressi dell'edicola.

Programmiamoci per costruire una Mola innovativa e diversa!

Seguici sulla nostra pagina Fb:

Movimento Cinque Stelle - Mola di Bari

Iscriviti al nostro gruppo:

Gruppo Fb M5S-Mola

sabato 31 gennaio 2015

SIAMO TUTTI DISABILI

Ieri venerdì 30 gennaio 2015, il gruppo degli attivisti di “Mola a Cinque Stelle”, dopo aver presentato in data 14 dicembre 2014 una istanza nella quale invitava il Sindaco a provvedere celermente alla rimozione delle barriere architettoniche presso la “Casa delle culture” in seguito alle promesse fatte dal Primo cittadino il giorno dell’inaugurazione della struttura (29 novembre 2014) e non mantenute, ha messo in atto un flash mob silenzioso e pacifico davanti al portone dell’edificio della biblioteca comunale, fotografando i gradini, l’assenza di scivoli per persone su carrozzina e uno striscione che campeggiava sulla testa degli attivisti sul quale c’era scritto “Siamo tutti disabili”.

La palese violazione della legge 104 del 1992 ha sostanzialmente vietato a persone con limitata capacità motoria di usufruire del servizio biblioteca e di partecipare alle diverse manifestazioni culturali di interesse pubblico svoltesi al suo interno in tutto questo periodo.

Riteniamo questa una ingiustizia grave. A Mola tutti i cittadini pagano le tasse e non dovrebbero esserci, quindi, cittadini di serie A e cittadini di serie B. È evidente che la febbre elettorale si fa sempre più alta e che, di conseguenza, la corsa al taglio dei nastri partorisce opere quasi sempre inadeguate e incomplete.

Il gruppo “Mola a Cinque Stelle” continuerà ad impegnarsi con ogni mezzo per tutelare i diritti di tutti i cittadini e in particolare quelli dei più indifesi come i disabili.

Movimento Cinque Stelle - Mola di Bari

Leggi anche LA CULTURA NON È PER TUTTI

LA DURA VITA DEL PEDONE MOLESE

Col passaggio a livello murato,il sottovia di via Manzoni impraticabile, ai cittadini sprovvisti di auto non resta che raggiungere a piedi il sottopassaggio ferroviario in via San Sabino....

Leggi anche: QUI FINISCE MOLA

mercoledì 21 gennaio 2015

QUI FINISCE MOLA

Qualche sera fa a Mola ha piovuto.
La pioggia, quel fenomeno meteorologico che altrove viene contrastato con il semplice gesto dell’apertura di un ombrello, l’uso di un’auto o mezzi pubblici (nei paesi dove hanno la fortuna di averli), qui a Mola ha la capacità di spaccare in due il paese e bloccare di fatto un’intera comunità.
Non è nostra intenzione raccontare nuovamente l’intera vicenda di un’amministrazione che, conscia dell’atavico problema dell’allagamento del sottovia, ha deciso di chiudere il passaggio a livello senza aver prima pianificato alcun piano alternativo per non creare disagio alla popolazione. E’ già stato scritto e detto di tutto in questi giorni e se ne ritornerà a discutere ad ogni temporale, per i prossimi mesi se non anni. Vorremmo però soffermarci sull’immagine di quei blocchi di cemento posti in prossimità del passaggio a livello, quei blocchi dove qualche settimana fa è stato esposto uno striscione con la scritta “QUI FINISCE MOLA” repentinamente fatto sparire. Quella frase va oltre la contestazione e la denuncia.
Ebbene, quei blocchi di cemento non dividono solo in due un paese ma sono, per noi, il simbolo della divisione tra i cittadini e l’amministrazione. Sono una metafora perfetta di quello che è stato il rapporto tra questa amministrazione e i suoi cittadini: divisione, lontananza, tra quello che si decide all’interno del palazzo comunale e quelli che sono i problemi di una comunità.
Un’amministrazione cieca di fronte ad un paese dove è impossibile fare una passeggiata senza rischiare di cadere, dove ci sono strade perennemente al buio da anni, un paese dove è impossibile muoversi in bicicletta, un paese dove i parchi pubblici passano dall’inaugurazione all’abbandono nel giro di poche settimane, un paese dove si fanno scelte scellerate pur di accontentare quei pochi a discapito di tutti, un’amministrazione capace solo di tassare i propri cittadini senza dar loro nulla in cambio.
Tutto questo non è amministrare un paese.
Cosa significhi esser “sindaco” ce lo dice l’etimologia stessa della parola, deriva dal greco Sýndikos che significa “amministratore di giustizia”. Significa quindi aver cura del bene e dei beni di tutti, saper compiere scelte che tutelino e che sappiano andare nella direzione della cura di chi è più debole, di ciò che è più debole. Significa mettere al centro del proprio progetto politico i cittadini ed il loro bene.
Camminate per Mola, guardatevi intorno, ovunque si ha l’impressione di un paese abbandonato a se stesso, ovunque si ha l’impressione di trovarsi di fronte quei blocchi di cemento che separano l’amministrazione dalle reali necessità dei cittadini.
Meritiamo di più, meritiamo di riscoprire la bellezza di vivere a Mola, meritiamo una politica che non sia un’avventura personale, ma un meraviglioso viaggio collettivo.


Il solo modo che abbiamo di cambiare sostanzialmente il paese in cui viviamo è di ri-pensarlo. E non possiamo ri-pensarlo riconsegnandolo nelle stesse mani di chi lo ha ridotto in tali condizioni. Impariamo a fare le scelte giuste e non quelle che fanno comodo ai “soliti”.

sabato 3 gennaio 2015

REFERENDUM M5S: Firma anche tu!

Ci vediamo domani in Piazza XX Settembre ore 10:30.

Il referendum consultivo per uscire dall'euro si può fare. Per poterlo indire è necessario approvare una legge costituzionale "ad hoc" come già avvenuto nel 1989 quando si richiese agli italiani se volevano dare o meno facoltà costituente all'Unione Europea:

Il referendum consultivo del 1989 in Italia si è tenuto il 18 giugno 1989, contestualmente alle elezioni europee del 1989, per sentire il parere popolare sul conferimento o meno di un mandato costituente al Parlamento europeo eletto nella stessa occasione. Poiché la Costituzione della Repubblica Italiana prevede solo due tipi di referendum, quello abrogativo e quello confermativo per quel che riguarda la procedura di revisione costituzionale, per poter indire un referendum consultivo si è dovuto procedere approvando ad hoc la legge costituzionale 3 aprile 1989.

La legge costituzionale per indire il referendum sarà presentata agli italiani sotto forma di legge di iniziativa popolare. Per poterla depositare in Parlamento è necessario raccogliere almeno 50.000 firme in sei mesi. Una volta depositata, presumibilmente a maggio 2015, i portavoce del M5S alla Camera e al Senato si faranno carico di presentarla in Parlamento per la discussione in Aula. Approvata la legge costituzionale ad hoc che indice il referendum, considerando i tempi di passaggio tra le due Camere, a dicembre 2015 gli italiani potranno andare alle urne ed esprimere la loro volontà sull'uscita dall'euro con il referendum consultivo.
Il 14 novembre il M5S ha presentato in Cassazione il testo della legge di iniziativa popolare e in poche settimane inizieremo a raccogliere le firme per la legge di iniziativa popolare per indire il referendum. Abbiamo bisogno del maggior numero di firme possibile per non lasciar alcun alibi a questi portaordini della Merkel e della BCE capeggiati da Renzi. Gli italiani devono poter decidere se vogliono morire con l'euro in mano oppure vivere e riprendersi la propria sovranità.


Visita il sito ufficiale: http://goo.gl/AYWP9p


domenica 28 dicembre 2014

NON LASCIAMO SOLO NINO DI MATTEO

Sin dalle prime minacce di morte ricevute ci siamo sentiti in dovere di esprimere tutta la nostra solidarietà al giudice Nino Di Matteo. Un anno fa esponemmo uno striscione sul balcone della nostra sede, lo stesso striscione ha poi marciato al fianco di Salvatore Borsellino nella manifestazione generale con cui il "Movimento delle Agende Rosse" chiedeva al ministro Alfano di adoperasi per dare a Di Matteo tutta la protezione necessaria.
A distanza di un anno Di Matteo è un uomo solo, abbandonato dalle istituzioni ma non da tutti quei cittadini che credono fortemente nel valore dell'onestà. Oggi siamo tornati in piazza per sottolineare ancora una volta come la solitudine di Di Matteo sia degna di uno Stato criminale. Il ministro degli Interni Alfano tergiversa, prende tempo, recita la parte assegnata e, a tutti gli effetti, se ne lava le mani. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il Premier, Matteo Renzi, non spendono una parola di solidarietà nei confronti del pm palermitano condannato a morte. Tocca quindi a tutti quei cittadini che credono ancora che gli uomini onesti siano un valore e non un ostacolo per questo Paese, non lasciarlo solo.
Noi non lo lasciamo solo.

“Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.”
(Giovanni Falcone)